Cappella

Cappella Madonna d'Aquate

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Questa piccola cappella nel paese di Lostallo cela un'appassionante storia dentro di sé. Colpito da grave malattia, Giuseppe Jacomella, emigrante lostallese in Alsazia, fece un voto: se fosse guarito avrebbe costruito una cappella nel suo paese natio. Quando fu esaudito, nel 1704, Giuseppe Jacomella tornò a Lostallo e fece edificare lo stabile.

Descrizione

Nella cappella collocò delle statue in legno raffiguranti la Madonna di Einsiedeln, Sant’Antonio e San Giuseppe. Le ultime due sculture furono rubate alcuni anni fa. La cappella ebbe attraverso gli anni molteplici funzioni; serviva quale punto di fermata per le processioni del Venerdì Santo, del Corpus Domini e delle rogazioni. In occasione di alcune feste mariane, nella cappella veniva celebrata la Santa Messa. Durante i periodi di siccità la Madonna veniva portata in processione per implorare la pioggia ed è così spiegata la provenienza del nome: Cappella d’Aquate. Divenne luogo di devozione per i passanti e per molte persone del paese, in particolare, anziani e meta di passeggiate in segno di devozione, di ringraziamento e di preghiera. Anche i dintorni della cappella ebbero particolari scopi.

Gli scolari che, terminata la scuola dovevano accudire al bestiame, trovavano in quei luoghi il posto ideale per costruire delle capanne proteggendosi così dalla pioggia e per giocare agli indiani nelle giornate di sole. Gli “Schliffer” arrivarono senza indugio appena aperto il valico del San Bernardino e sostavano nei dintorni della cappella d’Aquate. Il luogo divenne sosta abituale e così richiamava regolarmente curiosi e ragazzi, i quali erano affascinati da quell’insolito trambusto di persone, animali, carri ed osservavano gli esperti carrettieri mentre discutevano e commerciavano con gli zingari sui loro equini.

Dopo quasi trecento anni la cappella è ora comproprietà dei molti discendenti di Giuseppe Jacomella, i quali, dopo aver fatto dei lavori di manutenzione e vista la necessità di una camera mortuaria, hanno deciso di donarla al Comune per adibirla anche a questo scopo. L’Assemblea comunale ha accettato la proposta. All’alba del terzo millennio questa cappella, che nel futuro servirà anche come ultima dimora terrena, assieme allo stendardo custodito nella chiesa di San Giorgio e offerto dai lostallesi soggiornanti in Roma, saranno testimonianza della fede dei nostri avi. Partivano con grande nostalgia e speranza di far fortuna e di poter ritornare a casa. Meditare sulla vita dei nostri avi forse ci aiuta a meglio capire coloro che oggigiorno si avventura dalle nostre parti in cerca di un onesto lavoro. Sia la nostra gente che in quei tempi dovette partire sia questi nuovi emigranti avrebbero gradito allora e apprezzerebbero adesso un volto amichevole ed un gesto di accoglienza.

Cartina

Responsabile del contenuto: Ente Turistico Regionale del Moesano San Bernardino, Mesolcina, Calanca.

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