773 - Via San Bernardino (4 tappe)

Medio
44.9 km
14:45 h
1974 m
183 m
San Bernardino
Museo Moesano

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Grotti di Cama

Sulle tracce della prima strada alpina carrozzabile dei Grigioni. In uno scenario variegato, i viaggiatori sono invitati a scoprire l'itinerario pedonale che si snoda lungo la valle Mesolcina.

Tecnica /6
Condizione fisica 4/6
Punto più alto  2077 m
Punto più basso  267 m
Periodo consigliato
Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic
Start
San Vittore
Arrivo
Passo S. Bernardino
Coordinate
46.238882, 9.105395

Dettagli

Descrizione

 Sulle tracce della prima strada alpina carrozzabile dei Grigioni, costruita tra il 1817 e il 1823. Noto sin dalla preistoria, il passo del San Bernardino (fino al XV secolo Culmen de Oxello o, in alcuni testi, Mons Avium) ha fatto della Mesolcina una tipica valle di transito, aperta a influssi culturali da nord e da sud, ricca di testimonianze storiche e culturali e di tesori naturali.Su mulattiere e sentieri storici si costeggia e per brevi tratti si percorre la strada del San Bernardino, con i suoi manufatti di pietra e gli imponenti tornanti. Tra vigne e castagneti sul fondovalle, cime, laghi, torbiere e bellezze naturalistiche sul passo, si cammina a contatto con i tesori dell’operosità umana: dieci millenni di testimonianze archeologiche, torri e castelli, tra cui la fortezza di Mesocco, chiese romaniche e barocche, villaggi disposti su terrazzi o allineati lungo la via.

Descrizione del percorso

La via San Bernardino in quattro tappe.

1. Tappa San Vittore-Cama

Da San Vittore, con la Rotonda di San Lucio, di epoca carolingia, si raggiunge Roveredo camminando sulla sponda sinistra; i due villaggi, che hanno dato i natali a diversi architetti affermatisi in Germania in epoca barocca, sono ricchi di monumenti storici (chiese, torri, palazzi). Si prosegue verso Grono, tipico villaggio lungo la strada dominato dall’armoniosa Torre Fiorenzana, e si continua in direzione di Leggia e Cama. Oltre alle rovine del castello di Norantola, troviamo a Cama i tipici grotti; qui, come altrove, si possono gustare le specialità nostrane, quali vino, salumi e formaggi.

• 3h di cammino, 11.2 km, 97 m di dislivello.

2. Tappa Cama-Soazza

Il tragitto si snoda tra selve castanili, zone prative e golene: i villaggi di Sorte, Lostallo e Cabbiolo offrono squarci pittoreschi e chiesette di pregio. Si accede a Soazza, in posizione panoramica su un terrazzo, percorrendo tratti della vecchia ferrovia con viadotti e gallerie e una mulattiera ripristinata del XVIII secolo.

• 3h45’ di cammino, 14.3 km, 245 m di dislivello.

3. Tappa Soazza-San Bernardino Villaggio

Del villaggio di Soazza si possono ammirare l’armoniosa composizione urbanistica, l’Ospizio dei Cappuccini, la chiesa di San Martino nonché diverse palazzine ottocentesche. Un sentiero didattico che parte da Soazza consente di confrontarsi con gli aspetti naturalistici, paesaggistici e culturali della zona, in special modo con la castanicultura. Il nostro itinerario continua in direzione delle rovine imponenti del castello di Mesocco, fortezza rinascimentale smantellata nel XVI secolo, e della chiesa di Santa Maria del Castello, che custodisce uno straordinario ciclo di affreschi del ‘400. Mesocco, che aveva in passato un ruoloimportante nella gestione dei traffici attraverso il S. Bernardino, presenta diversi edifici storici interessanti; le prime tracce della presenza umana nella regione risalgono a quasi 10’000 anni fa. A Mesocco inizia la parte propriamente alpina del tragitto: il sentiero sale ripido verso Pian San Giacomo costeggiando a più riprese i vecchi percorsi stradali. Dopo Pian San Giacomo l’itinerario sisnoda quasi tutto lungo l’antica mulattiera o «strada francesca», tra foreste e alpeggi sovrastati da cime maestose, per raggiungere l’incantevole conca di San Bernardino con il villaggio a vocazione turistica.

• 6h di cammino, 14.5 km, 1042 m di dislivello.

4. Tappa San Bernardino Villaggio-Ospizio

San Bernardino è la principale destinazione turistica della Mesolcina, affermatasi nell’Ottocento per il clima montano salubre e le virtù curative della sua acqua minerale. Le peculiarità ambientali della zona, con le pinete, le torbiere, i laghetti e le svariate possibilità di svago ne fanno la meta ideale per chi cercatranquillità e natura. Dal villaggio si sale al valico (2065 m) dove si trova l’Ospizio, costruito nel 1824-25 in riva al lago da cui nasce il fiume Moesa. Il sentiero incrocia più volte la strada carrozzabile ottimamente restaurata; sono ben visibili anche i resti della mulattiera ammodernata nel Settecento. Di entrambe le vie si possono ammirare le tecniche di costruzione e diversi manufatti.La zona del passo, ampia e pianeggiante, è caratterizzata dai rilievi tondeggianti, modellati dai ghiacciai, che racchiudono numerosi laghetti e paludi di raro fascino, habitat ideale per una flora di grande interesse naturalistico.

• 2h di cammino, 5 km, 457 m di dislivello.

Responsabile del contenuto: Ente Turistico Regionale del Moesano (ETRM).

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